Katia Ferri

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Autoritratto 1

ho radici nella nebbia

e corteccia al sole

occhi rotolanti di pianura

che si cibano di fiume

con un’eco di salsedine

albero cresciuto orizzontale

***

sbuccio la foresta

fino ai dubbi

e addento

un boccone

da digerire

domani

***

dipendenze quotidiane 1

ti bevo nel caffè della mattina

a sorsi lenti da degustare

il palmo sul palmo

incontro quotidiano

di possibilità

***

sferruzzare

lavoro a maglia

coi cavi di corrente

ci faccio

sciarpe luminose per gli amici

per poterli riconoscere lontano

a ciascuno un colore

un’intermittenza

***

sono allergica alla polvere

dell’inizio e della fine

preferisco il fango

dell’adesso

***

mastico parole e terra

senza denti

lentamente

a scricchiolare

impasto il nutrimento

con saliva miele

biglia che sbatte

nel forno cavo

a fatica sputo

la matassa

fili di ferro

con sillabe incastrate

***

avanti, signori

venite in città

abbandonate i paesi stantii

correte in città

c’è posto per tutti e per nessuno

per i grassi, i magri e chi è a digiuno

scegliete con cura l’alveare

un posto al calduccio dove abitare

godetevi la vostra asma da passeggio

compratevi la cultura a noleggio

imparate le lingue salutando i turisti

scegliete se n o n andare al cinema, alle mostre, ai concerti dei futuristi

gioite delle briciole di natura

che ostinate perdurano tra le mura

fate esercizio fisico scansando le automobili

sorprendetevi quando di fronte all’altro rimarrete immobili

non cercate la luna,

a che vi serve, poi?

avanti signori

venite in città

è il nostro altrove

la nostra possibilità

***

inciampo coi denti sulla tazza del tè

come sulla tua soglia la sera

***

da Varianti urbane : mappa poetica di Firenze e dintorni, Damocle edizioni, 2011

link ad edizioni damocle

via dell’albero

svoltato l’angolo

tutto cambia

sospiri d’incenso e sogni

sospinti

dal mare

del farsi e rifarsi

giostra di fritti autoctoni

tentazioni halal

desiderio

di radicarsi di ripartire

dalle finestre

rugiada di spezie

masala di orgoglio e silenzi

arriva all’ipotalamo

respiro

allargo i pori

faccio spazio

nella memoria apro

cassetti nuovi

per conchiglie e matite

la sabbia viene da sé

nelle scarpe nuove

la lavanda svanisce

di fronte alla mirra

***

brandelli di me

ho appiccicato ai muri

briciole verso casa

***

un groviglio di fili colorati

ti sommerge

segni

di chi ha preferito perdere

la strada

***

nelle tue vie

srotolo la matassa quotidiana

che taglio perfida metodica

la sera

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