Annarita Zacchi

Dzacchi2-SC_0026zacchi 1-DSC_0019

ROTTE TERRESTRI

POESIE 2010-2012

Teseo Editore Roma, 2014

Col di Favilla

Nera testa bovina

corna ingiallite

appare nella fossa dal nulla

signora decaduta, la vacca

dea della miseria

nel paese svuotato

saccheggiato dagli uccelli, eroso

rinato di carpini, chiuso

nel Sumbra, colle di favilla.

***

Laghi, Goccia

Spuntano da case crollate i fratello-sorella

corone di forasacchi

sognano a scatti

l’ospite, ricevono gesti

scortano alla prua

del paese protesa al monte.

Sporgono il muso alla

faccia d’erba sul monte

con noi ripongono resti.

***

mimesis

Filamento trascina cuboide in frammento.

Hai tentato di farti rasente sabbia,

l’isola parla più lingue.

Il corpo a corpo con la serpe

ha il suo idioma e lo invochi

nel breve incontro

il tuo piede s’avvita come cisto.

***

Asina al Dolce

Ma prima dell’acqua di fonte,

prima del nome nel granito

del sentiero d’acqua

la zampa dell’asina toglie alla vista

ogni cosa: forte di scheletro, rasa

di carne, di lei vita rigida

noi siamo riflesso.

Il nostro riempire fino al collo

vetro e conca di mano. Poggi

la presa bagnata del palmo, lasci

segni che sfumano, cerchi

il centro del peso, la vena a monte

e per tutto il tempo l’asina, mappa

di pelle scoperta al sole.

*** 

vita minima

creature del regno di sotto

pianta pianto dei senza voce,

tutte un innesto

dove cola acqua solidale

nascono e muoiono in un giorno

meridiane naturali, scandaglia buche

tracimano, tirano su relitti

terra che non cede

le creature stanno, nel poco

che al mondo sopra ogni volta manca.

***

Serpe cristallo

Abito di cristallo

la serpe

spogliata sul gradino

dal sole, col mantello

da farne un monile.

Meglio lasciare l’arredo

al muro a secco,

epigramma

stagione imminente.

***

Strano cane

Se è cane, magro da fame

mimetica bestia

ramo tronco piccolo

inciampo vivo, arretriamo.

Ne facciamo di strada

dal terrore alla carezza

la volpe è tra noi

siede a lato

accompagna, irrompe

ubiqua

dilegua conoscenze

libresche

ci appare dalle scale

brevemente

poi chiuso il cerchio

cibo-riposo

mai più avvistata.

***

Altri rettili

Mangiano bocconi

minuscoli che spezzi per loro,

melone e caprino fresco

dinosaure miniatura

con un colpo di coda si fanno fuori,

hanno denti minimi, molto aguzzi

sicuramente con questi

sorridono.

*** 

Bestia fantasma

Fasci di luce

sul sonno avviato spari

la vigna teatro inchioda

i pochi alla visione

bestie attirate,

la dolcezza dell’acino incide

fessure nel pelo

cani servi risuonano

all’alba attorno ai resti.

***

due sentieri a Calendimaggio

quercia 1, Crocefissalto

Un coniglio mi sorpassa

sulla strada a primavera,

il mio dito medio

attratto s’infila in capsule

di papaveri futuri, si distrae

non ho più mano, muto

ad altra forma

altre famiglie animali chiedono

la danza che scioglie.

Non il cristallo originario

non il dolore-antro, né le tue ceneri

prive di minerali.

link a teseo editore

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s